domenica 23 novembre 2008

blacking out the friction

"I think that it's brainless to assume that making changes to your window's view will give a new perspective."


Sento le parole secche oggi sento la difficolta a farle uscire le idee bloccate come se il raffreddore che mi rende la voce rauca in qualche modo mi inaridisca i pensieri eppure sento di aver tanto da lasciare andare ieri avrei voluto bere fino ad uccidermi anche l'ultimo dei neuroni e poi vomitare vomitare l'anima attraversare uno strano processo di purificazione espellere tutto questa massa confusa e informe che continuo a portarmi dentro.
E se fosse un po' come un processo di mortificazione corporale come chi si procura dei tagli o si infligge dolore?
No io non credo di dovermi punire credo di voler dare fisicita' a quello che provo voglio sentire il mio corpo svuotarsi e la mia anima raschiata da questa patina che mi sento attaccata addosso.
Credo che non e' da milano che voglio scappare e neanche da te e credo che non mi dispiaccia tornare a casa ma sento il bisogno di andare confrontarmi imparare crescere mettermi alla prova scoprire mischiarmi basta solo un momento e mi regali una parte di te un infinitesimo di quello che sei lo assorbo e lo faccio mio.
Credo anche che i sentimenti non siano mai abbastanza che le anime si uniscano si infanghino e non si salutino mai. E cosa c'entra il tempo in realta' quando non rimane piu' niente? Lo avresti mai detto noi due cosi' lontani? Delle volte mi sorprendo a chiedermi se sei mai esistito come quando mi fermavo a guardarti e mi chiedevo chi fossi e con lo sguardo perso nel vuoto continuavo a guardarti e guardarmi dentro e non mi sentivo piu' io e mi sembrava di guardarci da fuori e di chiedermi chi fossi. E che fine hai fatto? Mi sembrava di poter sempre indovinare cosa stessi pensando e in qualche modo ho la sensazione di saperlo anche adesso.
E anche di te in qualche modo sapevo tutto leggevo gli sguardi e i gesti e anche a te ho voluto credere. Solo con te era diverso e non so spiegarmelo perche' in fondo avevo la totale consapevolezza che era tutto effimero e forse proprio per questo la totale consapevolezza di me e forse per questo non mi pesava quello che mi mancava o credevo fosse momentaneo e magari sarebbe subentrato tutto piu' tardi e tutto sarebbe stato stravolto e sconvolto e cosi' e' andata.
E di quello che invece tra noi c'e' stato e di quello che tra noi non c'e' mai stato ed e' solo rimasto in potenza?
In fondo in fondo sai cosa sguazziamo tutti nell'ipocrisia nell'ipocrisia di comportarci secondo una certa morale e non mossi da pulsioni che ci rifiutiamo di provare a capire e non c'e' ipocrisia piu' grande che credere nel libero mercato credere che tutto possa regolamentarsi da solo e poi chiedere gli aiuti statali quando c'e' da farsi parare il culo e se ti parlassi di me e di quello che penso e se ti dicessi che questa mia fiducia in una sorta di razionalita' storica sia forse una mia debolezza essere deboli nel credere che si le cose possono cambiare e potremmo davvero acquistare nuova consapevolezza di noi stessi e degli altri capirci affrontarci. Anche io e te.

"One’s destination is never a place, but a new way of seeing things."

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