domenica 30 novembre 2008

no need to argue anymore

There's no need to argue anymore.
I gave all I could, but it left me so sore.
And the thing that makes me mad,
Is the one thing that I had,

I knew, I knew,
I'd lose you.
You'll always be special to me,
Special to me, to me.

And I remember all the things we once shared,
Watching T.V. movies on the living room armchair.
But they say it will work out fine.
Was it all a waste of time.

'Cause I knew, I knew,
I'd lose you.
You'll always be special to me,
Special to me, to me.

Will I forget in time, ah,
You said I was on your mind?
There's no need to argue,
No need to argue anymore.
There's no need to argue anymore.

Ouuu, ouuu, ouuuu...
Special. 


truth-ness ;)

The most beautiful experience we can have is the mysterious. It is the fundamental emotion that stands at the cradle of true art and true science... 

sabato 29 novembre 2008

si... sono d'accordo...

2.0

ho letto che sei triste.
vorrei poterti dire che mi manchi..
forse per questo ti ho sognato qui con me?

venerdì 28 novembre 2008

tutto e' guerra e pace

- tu fai un errore formale non capisci che le cose non sono quello che sono. sono quello che vengono percepite...

- insomma la mia percezione di certe cose puo' anche essere piu' o meno uguale alla tua... non e' che stiamo discutendo di guerra e pace qua...

- no! se do' uno schiaffo a te tu t'incazzi... se lo davo a qualcuna delle mie ex magari si eccitava... tutto e' guerra e pace!!

giovedì 27 novembre 2008

lasciate un messaggio dopo il bip

risponde la segreteria telefonica di Silvia.
al momento mi sono leggermente girate le palle.
lasciate un messaggio dopo il bip vi fanculizzero' il prima possibile.

"l'amaro amore"

"Che cos'è?
Annaspavo attaccato a quest'amo
perfetto! Illuminando una notte
che era solo una lampada spenta
e come Lazzaro ho ripreso in mano il mio
presente non come Adamo che ha paura di un serpente
è la stessa sensazione di bollire senza sale
ti rimane quel sapore che risale piano pià
l'amore amaro ha fatto male di sicuro anche a te
ma io non mi ricordo, e non mi ricordo nemmeno cos'è!
Naviga!
Quindi se tu soffri il mal di mare
ritengo sia normale che tu me lo debba almeno dire
ma mi viene in mente un possibile
lancio che...

Aggiungerò quanto basta di quello che resta di me
mescolerò lacrime ghiacciate e
spremute di dolore
l'amore amaro si prende solo per
corrispondenza di stupidità

Navigare
con la chiglia che taglia le onde
sopra un mare d'anestetico

Hai bisogno di amare senza amore?
Bevi l'amaro amore! In un attimo riacquisterai il giusto equilibrio
d'indifferenza necessario alla vita di tutti i giorni

AUT.MIN.CONC. è un medicinale, tenere fuori dalla portata dei bambini, non adatto ai malati di cuore, se i sintomi persistono consultare il proprio medico"

Non ho voglia di sentirmi in colpa per quello che provo per te ne' per quello che non ho provato e tantomeno per quanto ho invece provato o creduto di provare insomma alla fine ne ero convinta e chissa' da cosa e per quanto l'avrei difeso quindi che differenza fa. Solo da te non posso no non ne ho il potere ne' la forza tu prendi crei e distruggi e io ho deciso di difendermi perche' la mia coperta non arriva ai miei piedi e non puo' essere abbastanza per entrambe.
Lo so che sono stata definita una scopata e una cazzata e un sacco di altre cose e che dovrei semplicemente svolazzare altrove e con te le cose cambiano rapide poi si trasformano piu' dei perche' ma ogni volta che ti vedo o ti sento ritrovo i motivi che mi hanno spinta verso di te il tuo essere forte aggressiva fragile vulnerabile piena di te il tuo cercare risposte cercare stabilita' cercare qualcuno che ti stia accanto cercare te stessa il modo in cui schiaffeggi a tutti quello che sei e i muri che alzi verso di me anche quelli sono finita ad amare e si ho bisogno di staccare e disintossicarmi far fiorire le ferite prima di ritrovarti.

mercoledì 26 novembre 2008

Freedom

"Freedom lies at the heart of my willingness to lose everything"
Alanis Morissette

lunedì 24 novembre 2008

personalita'

"Certo, quella che oggi diciamo personalita' e' cosa alquanto diversa da quella che intendevano i biografi e storici dei tempi passati. Per loro, e in particolare per gli autori di quelle epoche che avevano un'espressa inclinazione alla biografia, pare, si direbbe che l'essenza di una personalita' andasse ricercata proprio in cio' che aveva di divergente, di anormale e di unico, spesso addirittura di patologico, mentre noi, oggi, parliamo di personalita' importanti solo quando incontriamo uomini che al di la' di ogni originalita' e stranezza sono riusciti ad inserirsi in maniera possibilmente perfetta nell'universale e a servire in modo migliore cio' che sta al di sopra delle personalita'."

Herman Hesse - il giuoco delle perle di vetro

Carfagna: sì al modello Milano per le lucciole

- uh?
- ah?
- hai finito di cambiare messaggio?
- io?
- si tu
- ma dove?
- "Silvia impertinente"
MSN
- ah
- :D
- sempre impertinente rimango
- :D
- guarda che ti do http://www.corriere.it/vivimilano/politica/articoli/2008/11_Novembre/24/carfagna_scatole_rosa.shtml tie'
enjoy!!
io ieri ero in isola e c'erano i soliti travoni eh ... e anche il solito spaccio
- senti ma... multare le soubrette per ogni volta che succhiano cazzi ai produttori
o presidente del consiglio chicchessia?
no?
- multare i ministri per lo stesso motivo? :D
...magari prima che arrivano ad esser ministri
- 50 € e' prostituzione
una carica nel governo e' "premio delle proprie capacita'?"
mi spiegate la differenza?
- magari era particolarmente brava
- ah ecco
si ma anche ad essere brava brava...gia' 150 euro sono tanti per un pompino
- si ma se sei brava brava
e il pompino lo fai al presidente del consiglio......
piuttosto che darti 150 euro.......
- ah ok......
- e se puo' pure tenerti vicina.........
- senti ma
non per farmi i cazzi della Moratti
chi le produce ste scatolette fichissime a che modica cifra?
a carico dei contribuenti...
- ma ste scatole ti sembrano fighe?
a me sembrano una stronzata bella e buona
- fiche no, care si
classico modo per ladrare soldi ai cittadini e buttarli al parente di turno
- cioe' a meno che tutti i maniaci di milano hanno un collare che mi fa bippare la scatola... che cazzo me ne faccio?
- spe... io glielo attaccherei all'uccello
anzi castriamo tutti i milanesi anzi no, solo i terun e i comunisti eh?
che ne dici?
- gli interisti magari..........
"...poiche' quand'anche in certo qual modo e per uomini leggeri le cose non esistenti possano rappresentarsi con parole piu' facilmente e con minore responsabilita' delle esistenti, allo storico pio e coscienzioso accade esattamente il contrario: nulla si sottrae tanto alla rappresentazione mediante la parola e d'altro canto nulla e' tanto necessario porre davanti agli occhi dell'uomo quanto certe cose, la cui esistenza non e' ne' dimostrabile ne' probabile, le quali pero' appunto perche' uomini piii e coscienziosi le trattano quasi fossero cose esistenti, si avvicinano un poco all'essere e alla possibilita' di nascere."
Albertus Secundus


domenica 23 novembre 2008

perle di saggezza

"ti ho dato tutte le possibilità di fare le cose nel modo giusto, e mi hai pure tirato merda per questo..ora ti sei resa conto di aver torto, ma no.. adesso no, non hai il diritto di venire a piangere sul latte versato..o sui coglioni spaccati..i miei."

blacking out the friction

"I think that it's brainless to assume that making changes to your window's view will give a new perspective."


Sento le parole secche oggi sento la difficolta a farle uscire le idee bloccate come se il raffreddore che mi rende la voce rauca in qualche modo mi inaridisca i pensieri eppure sento di aver tanto da lasciare andare ieri avrei voluto bere fino ad uccidermi anche l'ultimo dei neuroni e poi vomitare vomitare l'anima attraversare uno strano processo di purificazione espellere tutto questa massa confusa e informe che continuo a portarmi dentro.
E se fosse un po' come un processo di mortificazione corporale come chi si procura dei tagli o si infligge dolore?
No io non credo di dovermi punire credo di voler dare fisicita' a quello che provo voglio sentire il mio corpo svuotarsi e la mia anima raschiata da questa patina che mi sento attaccata addosso.
Credo che non e' da milano che voglio scappare e neanche da te e credo che non mi dispiaccia tornare a casa ma sento il bisogno di andare confrontarmi imparare crescere mettermi alla prova scoprire mischiarmi basta solo un momento e mi regali una parte di te un infinitesimo di quello che sei lo assorbo e lo faccio mio.
Credo anche che i sentimenti non siano mai abbastanza che le anime si uniscano si infanghino e non si salutino mai. E cosa c'entra il tempo in realta' quando non rimane piu' niente? Lo avresti mai detto noi due cosi' lontani? Delle volte mi sorprendo a chiedermi se sei mai esistito come quando mi fermavo a guardarti e mi chiedevo chi fossi e con lo sguardo perso nel vuoto continuavo a guardarti e guardarmi dentro e non mi sentivo piu' io e mi sembrava di guardarci da fuori e di chiedermi chi fossi. E che fine hai fatto? Mi sembrava di poter sempre indovinare cosa stessi pensando e in qualche modo ho la sensazione di saperlo anche adesso.
E anche di te in qualche modo sapevo tutto leggevo gli sguardi e i gesti e anche a te ho voluto credere. Solo con te era diverso e non so spiegarmelo perche' in fondo avevo la totale consapevolezza che era tutto effimero e forse proprio per questo la totale consapevolezza di me e forse per questo non mi pesava quello che mi mancava o credevo fosse momentaneo e magari sarebbe subentrato tutto piu' tardi e tutto sarebbe stato stravolto e sconvolto e cosi' e' andata.
E di quello che invece tra noi c'e' stato e di quello che tra noi non c'e' mai stato ed e' solo rimasto in potenza?
In fondo in fondo sai cosa sguazziamo tutti nell'ipocrisia nell'ipocrisia di comportarci secondo una certa morale e non mossi da pulsioni che ci rifiutiamo di provare a capire e non c'e' ipocrisia piu' grande che credere nel libero mercato credere che tutto possa regolamentarsi da solo e poi chiedere gli aiuti statali quando c'e' da farsi parare il culo e se ti parlassi di me e di quello che penso e se ti dicessi che questa mia fiducia in una sorta di razionalita' storica sia forse una mia debolezza essere deboli nel credere che si le cose possono cambiare e potremmo davvero acquistare nuova consapevolezza di noi stessi e degli altri capirci affrontarci. Anche io e te.

"One’s destination is never a place, but a new way of seeing things."

sabato 22 novembre 2008

valore aggiunto

- adoro questo maglione... tiene caldo e non rompe il cazzo...
fondamentalmente ha tutto quello che si puo' desiderare da un maglione...

- che poi sarebbe anche quello che io desidero da una relazione...

giovedì 20 novembre 2008

e su una cosa aveva ragione...

- minkia siamo due maestrine in fondo.
- no. tu sei una maestrina. io sono una professoressa stronza. ti metto 2 ti mando a posto e ti boccio anche se siamo a ottobre.

il punto della situazione

Ok! Mi sono resa conto di dover priorizzare un po' di cose nella mia vita... No zitti tutti un momento! Parlo sul serio... Si tratta davvero di definire concretamente alcune priorita'...Aehm destinazioni...

1. Islanda
2. BC and yukon territory
3. India del nord
4. Tibet
5. Balcani
6. London
7. NYC
8. San Francisco
9. Tokyo
10. Norway
11. Finland
12. Sweden
13. Berlin

And I have to do all this before my 30s!!
And don't forget to get back to Ireland at least twice a year!!!!!!

martedì 18 novembre 2008

same old song and dance

"For there is only one great adventure and that is inward towards the self... Everything that happens, when it has significance, is in the nature of contradiction. Unitil the one for whom this is written came along I imagined that somewhere outside, in life, as they say, lay the solutions to all things. I thought, when I came upon her, that I was seizing hold of life, seizing hold of somethig which I could bite into. Instead I lost hold of life completely, I reached out for something to attach myself to - and found nothing. But in reaching out, in the effort to grasp, to attach myself, left high and dry as I was, I nevertheless found something I had not looked for - myself." Henry Miller

Ho trovato ancora una volta qualcosa di me...

an inconvenient truth

Una verita' sconveniente... Si ma la verita'... Qual e'?

lunedì 17 novembre 2008

ain't it ironic?

Trovo estremamente ironico che io mi senta un po' come te...

Ma la ferita bruciava ancora: con amaro desiderio Siddharta pensava a suo figlio, nutriva in cuore l'amore e la tenerezza per lui, si lasciava consumare dal dolore, commetteva tutte le pazzie dell'amore. Nonda sé si sarebbe mai spenta questa fiamma. E un giorno, che la ferita bruciava intensamente, Siddharta attraversò il fiume, sospinto dalla nostalgia, e scese dalla barca deciso ad andare in città e' cercare di suo figlio. Il fiume scorreva calmo e lieve — era la stagione asciutta — ma la sua voce aveva uno strano suono: rideva! Era chiaro che rideva. Il fiume rideva, rideva apertamente e sonoramente alle spalle del vec-chio barcaiolo. Siddharta si fermò, si chinò sull'acqua per ascoltare meglio, e nell'acqua che fluiva tranquilla vide rispecchiato il proprio volto. In questo volto riflesso c'era qualcosa che gli ricordava un chedi dimenticato, e ripensandoci trovò: questo volto somigliava a un altro volto, ch'egli aveva un tempo conosciuto e amato, e anche temuto. Somigliava al volto di suo padre, il Brahmino. E si ricordò come tanto tempo innanzi, giovanetto, egli avesse costretto suo padre a lasciarlo andare dagli eremiti, come avessepreso congedo da lui, come se ne fosse andato senza fare mai più ritorno. Non aveva sofferto anche suo padre della stessa pena di cui egli soffriva ora per suo figlio?
Non era morto in solitudine suo padre datanto tempo, senz'averlo più rivisto? Non doveva egli stesso attendersi questo destino? Non era una commedia, una strana e sciocca faccenda questo correre in un cerchio fatale? Il fiume rideva. Sì, era così, tutto ciò che non era stato sofferto e consumato fino alla fine si ripeteva, e sempre si soffrivano di nuovo glistessi dolori. Ma Siddharta rimontò nella barca e fece ritorno alla capanna, ripensando a suo padre, ripensando a suo figlio, deriso dal fiume, in disaccordo con se stesso, vicino alla disperazione, e meno vicino a ridere sonoramente di sé e del mondo intero. Ahimè! non ancora fioriva la ferita, ancora si ribellava il suo cuore contro il destino, non ancora germogliavano serenità e vittoria dal suo soffrire. Tuttavia sentivaqualcosa come una speranza, e quando fu rientrato nella capanna sentì un irresistibile desiderio di aprirsi a Vasudeva, di rivelargli tutto, di raccontare tutto a lui, ch'era maestro nello ascoltare.Vasudeva sedeva nella capanna e intrecciava una cesta. Non guidava più la barca, i suoi occhi cominciavano a indebolirsi, e non solo gli occhi, ma anche braccia e mani. Soltanto la gioia e la serena benevolenza del suo viso fiorivano immutate. Siddharta si pose a sedere accanto al vecchio, cominciò a parlare lentamente. Raccontò quelle cose dicui non avevano mai parlato, della sua andata in città, quella volta, della ferita ardente, della sua invidiaalla vista dei padri felici, della sua vana lotta contro questi desideri di cui conosceva benissimo la stoltez-za. Riferiva ogni cosa, anche le più penose, tutto poteva dire, tutto si sforzava a dire, tutto poteva raccontare e rivelare. Scopriva la propria ferita, raccontando anche della sua ultima fuga, quel giorno stesso,come si fosse imbarcato, fanciullino fuggitivo, col proposito di recarsi in città, e come il fiume ne avevariso.

Mentre parlava — e parlò a lungo — mentre Vasudeva ascoltava tranquillo in volto. Siddharta sentiva quest'attrazione di Vasudeva più forte di quanto l'avesse mai sentita, sentiva i suoi dolori, i suoi affanni svanire, sentiva la sua segreta speranza prendere il volo e di laggiù venirgli di nuovo incontro. Mostrarela propria ferita a questo ascoltatore era lo stesso che lavarla nel fiume, finché diventasse fredda e una cosa sola col fiume. Mentre ancora continuava a parlare e a confessarsi, Siddharta sentiva sempre più che questo non era più Vasudeva, non era più un uomo che l'ascoltava, che questo immobile ascoltatore assorbiva in sé la sua confessione come un albero la pioggia, che questo uomo immobile era il fiume stesso, era Iddio stesso, era l'Eterno. E mentre Siddharta cessava di pensare a sé e alla propria ferita, questa scoperta del mutato essere di Vasudeva si impossessava di lui, e quanto più egli se n'accorgeva e ci s'immergeva, tanto meno la cosa diventava meravigliosa, tanto più egli scorgeva che tutto era in regola e naturale, che già da lungo tempo, forse da sempre Vasudeva era stato così, soltanto egli non se n'era mai resoconto pienamente. Sentiva ch'egli ora ve-deva il vecchio Vasudeva come il popolo vede gli dèi, e che unsimile stato non poteva durare; nel suo cuore cominciava già a prender congedo da Vasudeva. Con tuttociò continuava a parlare.Quand'egli ebbe finito, Vasudeva levò su di lui il suo sguardo affettuoso, un po' indebolito dagli anni,non parlò, ma gli diffuse incontro in silenzio amore e serenità, comprensione e sapere. Prese per manoSiddharta, lo condusse al sedile presso la riva, sedette con lui, e sorrise al fiume.« Tu l'hai sentito ridere » disse. « Ma non hai sentito tutto. Ascoltiamo, udrai ancor altro ». Ascoltarono. Lieve si levava il canto del fiume dalle molte voci. Siddharta guardò nell'acqua e nella acqua gli apparvero immagini: apparve suo padre, solo, afflitto per il figliolo; egli stesso apparve, solo, anch'egliavvinto dai legami della nostalgia per il figlio lontano; apparve suo figlio, solo anche lui, avido ragazzosfrenato sulla strada ardente dei suoi giovani desideri, ognuno teso alla sua meta, ognuno in preda allasofferenza. Il fiume cantava con voce dolorosa, con desiderio, e con desiderio scorreva verso la sua meta,la sua voce suonava come un lamento.

«Odi? » chiese lo sguardo silenzioso di Vasudeva. Siddharta annuì.
«Ascolta meglio! » sussurrò Vasudeva.Siddharta si sforzò d'ascoltar meglio. L'immagine del padre, la sua propria immagine, l'immagine delfiglio si mescolarono l'una nell'altra, anche l'immagine di Kamala apparve e sparì, e così l'immagine diGovinda, e altre ancora, e tutte si mescolarono insieme, tutte si tramutarono in fiume,. tutte fluironocome un fiume verso la meta, bramose, avide, sofferenti, e la voce del fiume suonava piena di nostalgia,piena di ardente dolore, d'insaziabile desiderio. Il fiume tendeva alla meta, Siddharta lo vedeva affrettar-si, quel fiume che era fatto di lui e dei suoi e di tutti gli uomini ch'egli avesse mai visto, tutte le onde, tut-ta quell'acqua si affrettavano, soffrendo, verso le loro mete. Molte mete: la cascata, il lago, le rapide, ilmare, e tutte le mete venivano raggiunte, e a ogni meta una nuova ne seguiva, e dall'acqua si generava va-pore e saliva in cielo, diventava pioggia e precipitava giù dal cielo, diventava fonte, ruscello, fiume, e dinuovo riprendeva il suo cammino, di nuovo cominciava a fluire. Ma l'avida voce era mutata. Ancora suo-nava piena d'ansia e d'affanno, ma altre voci si univano a lei, voci di gioia e di dolore, voci buone e catti-ve, sorridenti e tristi, cento voci, mille voci. Siddharta ascoltava. Era ora tutt'orecchi, interamente immerso in ascolto, totalmente vuoto, totalmente disposto ad assorbire; sentiva che ora aveva appreso tuttal'arte dell'ascoltare. Spesso aveva già ascoltato tutto ciò, queste mille voci nel fiume; ma ora tutto ciò aveva un suono nuovo. Ecco che più non riusciva a distinguere le molte voci, le allegre da quelle in pianto, le infantili da quelle virili, tutte si mescolavano insieme, lamenti di desiderio e riso del saggio, grida dicollera e gemiti di morenti, tutto era una cosa sola, tutto era mescolato e intrecciato, in mille modi conte-sto. E tutto insieme, tutte le voci, tutte le mete, tutti i desideri, tutti i dolori, tutta la gioia, tutto il bene e ilmale, tutto insieme era il mondo. Tutto insieme era il fiume del divenire, era la musica della vita. E se Siddharta ascoltava attentamente questo fiume, questo canto dalle mille voci, se non porgeva ascolto néal dolore né al riso, se non legava. la propria anima a una di quelle voci e se non s'mpersonava in essa colproprio Io, ma tutte le udiva, percepiva il Tutto, l'Unità, e allora il grande canto delle mille voci consisteva d'un'unica parola, e questa parola era Om: la perfezione.

Eppure e' anche tutto cosi' diverso e tanto piu' consapevole... Chissa' se per questo piu' doloroso ogni volta... chissa' se e' per questo che l'om non risuona in me...

Can you find me space inside your bleeding heart??

Marina cazzo una volta che ho bisogno di te tu perdi tutti i tuoi contatti preziosi!! E io? Non ci pensi a me? Non vedi che sto a sclera'?? Mariiiiiiiiiiii!!!

Hahahahaha! Come si lavora bene stamattina ne'?!? :P

sabato 15 novembre 2008

Senti il mio profumo? Inaffidabi'l...

Milano in macchina... Una sera che piove...
Credevo di dover scomodare calvino e le citta' invisibili... Credevo di aver perso motivazioni... Eppure milano continua a prendermi e soprendermi...
Bentornata Silvia!

imperativi ipotetici ed imperativi categorici

Con la luna che attraversa le finestre e milano che scorre baldanzosa sotto...
Delle volte credo tu abbia la presunzione di vivere nel mondo dei minipony
O l'incoscienza di credere che obbediamo tutti a degli imperativi categorici quando in verita' sono solo imperativi ipotetici mascherati di un'assolutismo morale che non gli appartiene... E non ci appartiene neanche... E neanche a me...

venerdì 14 novembre 2008

struttura e sovrastruttura

No in realta' quanto mi accingo a scrivere non ha niente a che vedere col titolo dato a questo post... Riflettevo su struttura e sovrastruttura solo qualche attimo fa... Tra isola e repubblica in taxi... Coi semafori lampeggianti che caratterizzano la notte milanese. Le luci della centrale elettrica potrebbe tirarci fuori due o tre pezzi prima o poi....

Adesso che hai letto il mio pensiero sai qualcosa in piu' di me? Del modo in cui gestisco la mia rabbia? Del modo in cui cerco di capirmi? E cosa avresti voluto dirmi stasera mentre ero fuori? E prima che ti dicessi di leggere i miei flussi incondizionati di parole buttate li' alla rinfusa in un disperato tentativo di trovare me stessa...
E tu? Non ricordo l'ultima volta in cui ho creduto di parlare con te.. Perche' saranno tre settimane che non ci capisco niente..
Ma sai che ho provato a richiamare tutte le persone con cui sono uscita nello scorso anno? Beh tutte quelle che qualcosa hanno contato. E gli ho chiesto di parlarmi di me. E questo non e' mettersi in discussione ed essere disposta a cambiare le mie idee?
E tu quanto sei disposta ad ammettere?
Ed e' stato in tutto questo mio non capire che forse ho coltivato questo mio scrivere questo mio essere legata alle parole che prendono corpo e colpa come un vizietto o uno sfogo... Stavo esplodendo si anche io.
Non posso negare di sentire la tua mancanza... Ma tu hai rinnegato tutto quello che c'e' stato tra noi e quello si mi pesa...

I'm going through my closets
Trying on her clothes, almost everyday

E vorrei coltivare ancora una notte l'abitudine di addormentarmi sfinita sul divano. Sono gia' le 4 ed io ascolto la notte di milano con le palpebre pesanti ed il cervello che svolazza...

yin e yang

... nel senso la dialettica degli opposti... no no aspetta... la dialettica e' negazione e superamento... qui manca il superamento... e' una dialettica ciclica di negazione ed affermazione dello stesso concetto. Un inviluppo a spirale dello stesso concerto verso la morte.
Silvia che non aveva neanche fumato oggi.

Perche’ hai avuto paura di me?
E ti rigerero’ la domanda... Perche’ continui ad avere paura di me? Anche il tuo arrabbiarti e' avere paura sai?


Si lo so aristotele avrebbe detto che e' con l'ethos che tutto deve iniziare. La capacita' morale, competenza e conoscenza. Ma io volevo scuoterti (e bada bene non litigare) ed e' ad un intercalare pieno di emozione che ho deciso di affidarmi.


Sono irritante... Ne sono al corrente... Ma in fondo in fondo non era la mia impertinenza che consideravi adorabile? O solo la corruzione? E non si deve essere impertinenti per essere corrotti e per corrompere?

E' che non ho piu' neanche domande da porre... nel mio piccolo delirio di onnipotenza mi rimangono solo un po' di certezze che tu non hai il coraggio di provare a smontare... E va bene cosi'...

Where do you go with your broken heart in tow
What do you do with the left over you
and how do you know when to let go
where does the good go
where does the good go

look me in the eyes and tell me you don't find me attractive

giovedì 13 novembre 2008

huston do you hear me?

Tanto qui non ci sei mai venuta a leggere... Tanto non stai a sentirmi... Tanto hai le tue congetture su di me e su quel che mi riguarda... Tanto anche tu mi hai definito una cazzata... Tanto ti sei tanto arrabbiata con te stessa per esserti lasciata andare con me...
Ma tanto... tanto ci sono cose che non puoi fingere o nascondere... E quando mi respingi non sei convincente per niente... E io posso anche lasciarti fare since it doesn't matter anymore...

I listened in, yes I'm guilty of this, you should know this.
I broke down and wrote you back before you had a chance to.
Forget forgotten, I am moving past this, giving notice.
I have to go, yes I know the feeling, know you're leaving.

Calm down, I'm calling you to say
I'm capsized, erring on the edge of safe.
Calm down, I'm calling back to say
I'm home now and coming around, I'm coming around.
Nobody like to but I really like to cry.
Nobody likes me, maybe if I cry.

Spelled out your name and lists the reasons.
Faint of heart don't call me back.
I imagine you and I was distant not insistent.
I followed suit and laid out on my back, imagine that.
A million hours left to think of you and think of that.

Calm down, I'm calling you to say
I'm capsized, erring on the edge of safe.
Calm down, I'm calling back to say
I'm home now and coming around, I'm coming around.
Nobody like to but I really like to cry.
Nobody likes me, maybe if I cry.

Encircle me I need to be taken down.
Encircle me I need to be taken down.
Encircle me I need to be taken down.
Encircle me I need to be taken down.

Nobody like to but I really like to cry.
Nobody likes me, maybe if I cry.
Nobody, nobody, nobody,
Nobody, nobody, nobody,
Nobody, nobody, nobody.

Encircle me I need to be taken down.
Encircle me I need to be taken down.
Encircle me I need to be taken down.

lunedì 10 novembre 2008

new perspectives

Credo di non ricordare il momento in cui sparavo cazzate al cellulare e quello in cui sono crollata tra l'ubriaco e l'esausto...
Ma quello in cui mi sono svegliata e' stato certamente migliore... Cantavo i lunapop e le ho prese con un fumetto in cui superman era finito a fare la cavia per il governo e poi s'incazza pure... L'uomoragno avrebbe detto grandi poteri grandi responsabilita' e lui s'incazza! Vaffanculo!!
Si sembra la storia della mia vita.. Sempre grandi responsabilitia' e mo mi sono anche rotta il cazzo...
E se ti svegli e ti senti addosso un odore come se ti fossi leccata tutta? Cosa c'e' che non va? Ok capisco che nel mio caso il leccata tutta ha un nonsocche' di ambiguo... saranno state le gatte e io che devo farmi una doccia.. non ho voglia di sapere di jameson e sto tremando e neanche di questo ho voglia... e tu che fine hai fatto?
Dio delle volte ti odio... e non e' vero neanche un po'... sento freddo ed anche le fatte lo sono... Non le fatte for fuck sake... le gatte!!!
Batman non va d'accordo con le gatte... ah io non sono batman... sono robin che si crede daredevil... sì ti odio!

- Come cazzo hai fatto a stare con una che si ubriaca con un gin lemon?
- Cos'e' il lemon?
- Quella roba che aggiungi al gin perche' sappia di cif...
- Perche' la gente dovrebbe voler bere cif?
- Perche' se sei un cesso......................

What did u say? What you reckon?
troughhhhhhhhhhhh troughhhhhhhhh

domenica 9 novembre 2008

a quote from a friend

E' qui che mi pongo l'ingenua domanda "caro Cioè, faccio pensieri strani. Sono normale?" Per fortuna quando arrivo a tal punto generalmente un conato di vomito colmo di un ottimistico menefreghismo mi coglie, strappandomi al torpore prima che lo spleen abbia la meglio su di me.

Stanotte

Stanotte ho sognato di stare in russia credo fosse mosca ed ero seduta a cavalcioni su una struttura di acciaio rosso a centinaia di metri d'altezza e non sentivo piu' il disagio delle altezze...

Cioe' io ho sempre amato quel disagio... ma stavolta era diverso... guardavo giu' e sembrava normale... e mi chiedevo come mai fosse tutto cosi' normale... E che fine avevano fatto i brividi lungo la schiena... E avevo solo paura di tornare indietro lungo il traliccio stretto e mi chiedevo se dovessi andare a gattoni... Poi pero' ho guardato accanto a me e c'era una piattaforma... e mi bastava un salto... un piccolo balzo per poterla raggiungere... ed ho saltato...

sabato 8 novembre 2008

stati percettivi alterati

- Dici che era per le inalazioni che ho fatto oggi che il cielo di milano mi sembrava cosi' bello stasera?
- Nono! L'ho sentito dire ai due turisti che si sono fatti fotografare... Deve essere stato vero...
- Ah ecco allora non ero proprio andata?
- Stai scherzando vero? Ti sei sentita in chat?
- Si minkia! Ho rovesciato perle di saggezza per una buona mezzora...
- Ecco!!
- Certo che sei stata proprio una cretina per un mese hai avuto paura di tutto quando dovevi essere in grado di prendere le tue paure e alleggerire questa cazzo di... Qualsiasi cosa fosse...
- Oh! Lo so cazzo vedi di non rompere le palle... Credi non ci stia pensando? Tu che pensi?
- Non ne ho idea... Insomma... Ho voglia di crederci...

Void

Chissa' se il vuoto che ho vissuto e' stato colpa di entrambe...
Insomma mi chiedo dove sono stata... E cosa si e' rotto e cosa e' riparabile...

E quando avrai deciso... E quando avro' deciso... Riusciremo a parlarne e superarlo?

E se non riusciremo ci staro' dimmerda da qui a quando potro' rimediare in qualche modo al nuovo vuoto che avrai lasciato?

venerdì 7 novembre 2008

And I'll slap you with my definition of my self

forse tu hai bisogno di qualcuno che ti travolga e io di qualcuno che abbia voglia di scoprire che gli esseri umani sono poliedrici e questo processo di scoperta e' la parte piu' interessante del conoscere qualcuno... E che non eri tu che dicevi che siamo dei polmoni? E sai che tutto quello che respiriamo diventa parte di noi? E tutto quello che espiriamo parte degli altri?

E' davvero blu stasera il cielo a milano... E io l'ho sentita davvero estranea... Avevo voglia di partire di nuovo... I voli per dublino erano a soltano 110 euro... E continuo a chiedermi cosa stia facendo qui... Cosa mi lega cosi' tanto a milano? Potrei partire domani e non mi mancherebbe niente... tanto tu mi manchi comunque...

Domani comprero' una bici anche se ho pensato per un attimo di prendere un cane... Credo la chiamero' michelle :)

Michelle, ma belle.
These are words that go together well,
My Michelle.

la comunicazione (And I am so outspoken once again)

- no fammi finire che questa mi esce pure bene
- uhm dai
- la comunicazione e' un processo mutuale di comprensione. Ed e' inevitabile: implica uno sforzo interpretativo da entrambe le parti. Ed e' uno sforzo continuo. Mentre ti parlo io comprendo me stesso, tu comprendi quello che ti arriva di me e attraverso questo metti in discussione una parte di te. Ma devi volerlo. Le parole sono importanti perche' esprimono le sfumature di significato...
Se ti dico fame cosa capisci tu di quello che provo se non cerco di spiegarmi?
- puoi anche essere messo davanti alla realta' dei fatti e capirlo. Anche se non volevi.
- tipo ti comunico che ho fame con uno schiaffo o un pugno in pancia... Potresti capire anche se ho voglia di una piadina o di un panino... E se voglio il crudo te lo do al rovescio...
- oh! Se non l'hai capito mi sto pisciando addosso. E questa e' una comunicazione diretta.
- se volevi essere davvero diretto potevi farmi uno schemino... O minacciarmi di prendermi a calci...

E comunque queste tre settimane mi hanno fatto bene... Mi e' tornata la logorrea! tie'!

slow down tiger

- cmq guarda sono di un perplesso che non ti dico
- ma nn si capisce 1 cazzo
- no, infatti
- no ma poi qndo chiedono tempo è 1 rottura ds coglioni
che tempo vuoi?
se vuoi si risolve insieme e andiamo avanti
nn 'è che poi stai x i cazzi tuoi, c pensi e torni
e se succede d nuovo?
- tanto se torna le dico slow down tiger
cioe' mettiamo in chiaro un po' di cose
- si ma qllo prima che torni...
cioé se torna che bella sei oh
- no prima che torna io mi sto zitta... muta mi sto
- e poi trorna e chebbellaseioh
- nono, se poi torna e le dico...

Beh si avrei tanto da dire... ma non me lo permetti...