Insomma un altro blog... Ecco!
Credo ne nascano migliaia al secondo... Ed io sono qui... Anzi io e il mio ego che si circonda di paraculamenti... A cercare una giustificazione cosmica sul perché debba necessariamente riversare nel "sesto potere" tutte le cazzate che mi attraversano il cervello.
Già perché?
In un'ipotetica (e neanche tanto! :) discussione tra me e il mio ego invecchiato e scassapalle, mi verrebbe di chiedermi: perché non ti basta il banalissimo diario? Ecco mi verrebbe di rispondere, intanto cosi' nell'illusione che qualcuno mi ascolti risparmio i soldi dell'analista...
Pero' non e' neanche cosi' semplice... Un quaderno... degli appunti... beh me li scrivo e me li leggo io... E nell'era dell'interconnessione abbiamo un disperato bisogno di condividere, di ricevere feedback... Ed io, nel mio piccolo, credo di considerare necessario in questo momento che un'altro 17-enne relazionale come me, commenti le mie stronzate in modo solidale, cosi' che mi senta legittimata nel mio stato di 17-enne relazionale e non faccia il minimo sforzo per diventare maggiorenne.
Ecco in fondo non e' a questo che serve internet?
A soddisfare il mio bisogno narcisista di sfogare anni di cinismo represso, a dare significato ai pensieri fumosi che si affannano prima di perdere sonno, alle "grandi idee" che fluiscono nella vasca ogni sera quando torno dal lavoro (e che si rivelano puntualmente incredibili banalità mentre mi asciugo i capelli), ad annunciare le epifanie che mi colpiscono ogni mattina alla fermata del bus.
La città in cui è tutto vietato
12 anni fa
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